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 Frasi offensive pubblicate su Facebook: è diffamazione, anche se il destinatario rimane anonimo - Studio Legale Rovigo

Frasi offensive pubblicate su Facebook: è diffamazione, anche se il destinatario rimane anonimo

Autore: Avvocato Andrea Rossi

Tempo di lettura previsto 1 minuti

Accade, sempre più di frequente, a chi sia iscritto ai social network di leggere post o messaggi contenenti sfoghi o invettive di alcuni utenti nei confronti di altri.

Si tratta di condotte lecite? Scopriamolo insieme, leggendo l’articolo che segue.

Reato di diffamazione, sufficiente l’uso di frasi offensive. L’offesa alla reputazione deriva dall’utilizzo di frasi offensive nella comunicazione con almeno due persone, a prescindere dalle conseguenze che possano derivare o che siano in concreto derivate al destinatario delle stesse.

Per essere considerati responsabili di quanto sopra, è sufficiente la consapevolezza di pronunciare una frase lesiva dell’altrui reputazione e la volontà che la stessa venga a conoscenza di più persone, almeno due.

Vittima tutelata, anche se anonima. E’ punibile l’autore del post offensivo anche se il nome della vittima non sia espressamente indicato, ma sia facilmente identificabile dal contenuto del messaggio.

La diffamazione “corre” sui social network. La pubblicazione di una frase offensiva sul web comporta, come noto, la possibilità di lettura da parte di una moltitudine di utenti.diffamazione social network facebook avvocato a rovigo andrea rossi

Per questo motivo, viene considerata aggravata, al pari dell’utilizzo addirittura di un mezzo di pubblicità, la pubblicazione di frasi offensive sui profili dei social network, in quanto le stesse divengono accessibili ad un moltitudine indeterminata di utenti registrati e ciò anche quando venga limitata alla lista di amici di Facebook.

Il caso. Di recente, la Cassazione (sentenza 16 aprile 2014, n. 16712) ha annullato l’assoluzione di un maresciallo che ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un’affermazione riguardante la sua sostituzione al lavoro da parte di un collega definito per questo come “sommamente raccomandato e leccaculo”, con l’aggiunta di apprezzamenti sulla moglie.

CONSIGLIO: fate attenzione, è raccomandabile una certa cautela verbale nell’utilizzo dei social network…

Se vi interessa avere informazioni utili sui Social Network e Cyberbullismo, cliccate qui

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