Perchè aprire ogni giorno la Posta Elettronica Certificata (PEC)?

Autore: Avvocato Andrea Rossi

Tempo di lettura previsto 3 minuti

Oggi, la email, in italiano posta elettronica, è diventata uno strumento indispensabile e di grande utilità, insieme a quella certificata PEC che si sta sempre più affermando nell’ambito delle comunicazioni digitali.

E‘ importante controllare giornalmente la PEC, per gli effetti che la legge ricollega alle comunicazioni inviate con questo mezzo. Vediamoli di seguito.
Posta elettronica certificata

 

PEC . E’ un acronimo che significa Posta Elettronica Certificata e viene fornita da appositi gestori ai soggetti che ne fanno richiesta, previa verificazione della loro identità.

Veloce e con il valore di raccomandata. Questa casella di posta elettronica consente, in estrema sintesi, di inviare un messaggio e-mail ad un altro indirizzo di posta elettronica certificata, con lo stesso valore legale della classica raccomandata con ricevuta di ritorno, ma in modo istantaneo ed economico.

La legge prevede l’ obbligo di dotarsi di questo strumento solo per i seguenti soggetti professionisti iscritti in appositi albi o collegi, le società, le nuove partite iva, le ditte individuali e gli artigiani ed infine le pubbliche amministrazioni.

Gli avvocati possono, a far data dal 24 maggio 2013, eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale (in luogo della posta tradizionale o dell’ Ufficiale Giudiziario) anche con il mezzo della pec, mediante l’allegazione dell’atto da notificarsi al messaggio di posta elettronica certificata.

Bisogna chiarire che la notificazione eseguita con questa modalità si perfeziona in due momenti distinti, in particolare:

  •  per l’avvocato notificante, nel momento in cui il sistema di pec genera la ricevuta di accettazione;
  • per il destinatario, in quello in cui il predetto sistema genera la ricevuta di avvenuta consegna.

Occorre prestare attenzione a tale ultimo momento nel senso che i soggetti di cui sopra potrebbero ricevere atti giudiziari nella casella di posta elettronica certificata e solo per questo – indipendemente dal fatto di avere letto o meno il contenuto del messaggio vedrebbero decorrere (e scadere!) eventuali termini di legge per pagamenti, scadenze, impugnazioni e ricorsi vari dell’atto notificato.

Occorre aggiungere che nel caso in cui l’atto notificato a mezzo pec sia stato firmato digitalmente, come accade per gli atti giudiziari, occorre che il ricevente abbia installato un apposito programma per leggere questi documenti.

Nel sito istituzionale dell’ Ente nazionale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, potete trovare un elenco dei produttori del suddetto programma che lo rendono disponibile gratuitamente.

Qualora il ricevente non abbia installato tale programma, si troverà nell’impossibilità di leggere il contenuto dei file firmati digitalmente e non potrà invocare l’ignoranza quale giustificazione a suo favore e nemmeno la forza maggiore.

La casella di posta elettronica è – concedetemi il paragone – come una vera e propria buca delle lettere o casella postale, sia pure digitale e quindi, come la stessa, dobbiamo controllarla quotidianamente.

 

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Photo credit: mail box ghetto, Jonny Hughes, link, cc

 

Il caso. Un artigiano coltivatore diretto aveva ricevuto a mezzo pec un decreto ingiutivo ma, per mancata installazione di un’idoneo programma di lettura, non era riuscito a prendere visione del contenuto del suddetto provvedimento di condanna. Aveva quindi proposto opposizione in giudizio oltre i termini di legge, chiedendo perciò di essere rimesso in termini dal giorno di effettiva conoscenza dell’atto notificato coincidente con l’intervento di un tecnico informatico.

In base ai suddetti principi, il Tribunale di Mantova (con sentenza 3 giugno 2014) ha invece rigettato l’anzidetta opposizione a decreto ingiutivo perché tardiva, ritenendo colposa e non scusabile la mancata installazione del programma per leggere gli atti firmati digitalmente e ha quindi confermato la condanna al pagamento degli emolumenti impagati in favore del lavoratore.

Consigli per la ditta o l’azienda:

  1. Controllare periodicamente, preferibilmente ogni giorno, la casella di posta elettronica certificata;
  2. Quando ricevete un atto sulla PEC, salvate il messaggio ed i suoi allegati su un idoneo supporto (chiavetta USB o CD ROM);
  3. Se l’atto e gli allegati che ricevete sono firmati digitalmente, fatevi installare da un tecnico (sempreché non abbiate già fatto questa operazione) un apposito programma per scaricare correttamente detti files;
  4. Informate immediatamente il vostro avvocato o studio legale al fine di consentire di approntare, fin da subito, un’idonea difesa ed evitare di incappare così in scadenze, decadenze e sanzioni …
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