Stalking: quali difese per la vittima?


Tempo di lettura previsto 2 minuti

La vittima di stalking o molestie può essere protetta con più strumenti. Conoscerli, in caso di necessità, significa garantire la propria sicurezza e quella delle persone più vicine.

Vediamoli.

 

Che cos’è lo stalking?

E’ un reato previsto dalla legge italiana che punisce colui che compie, in modo ripetuto nel tempo, comportamenti molesti o minacciosi ai danni della vittima.

La vittima può chiedere la punizione del molestatore, quando i comportamenti molesti o minacciosi causano:

  • ansia e paura costanti;
  • timore fondato per la propria vita, di un prossimo parente o anche di persona vicina per legame di affetto;
  • un cambiamento delle abitudini o stile di vita

 

Quali sono i comportamenti di stalking?

Sono molti i comportamenti che possono essere considerati veri e propri atti persecutori e quindi vietati come stalking.

Pensa, ad esempio, al coniuge che non accetta una separazione o un corteggiatore accanito, o semplicemente una persona qualsiasi che invia sms, lettere, messaggi di vario genere, regali, telefonate continue e non gradite, pedinamenti ecc.

E’ opportuno, prima di assumere ogni iniziativa, portare la valutazione del proprio caso, all’esame delle autorità di Polizia o di un legale di fiducia.

Relationship issues - Couple arguing outdoors - Stalker attacking a beautiful woman

Come posso tutelarmi?

Un primo strumento di difesa contro le molestie è la querela

Se sei vittima di atti persecutori, la querela è l’atto con cui chiedi al Tribunale la punizione del responsabile. Ma attenzione: va presentata entro sei mesi dal momento in cui ti sei sentito minacciato dai comportamenti molesti.

Solamente nel caso in cui la vittima sia minorenne o un diversamente abile individuato dalla legge, il molestatore viene denunciato d’ufficio (quindi, automaticamente) da parte delle Autorità competenti.

 

Oltre alla querela, posso tutelarmi in altro modo?

Un altro strumento di difesa per la vittima (più rapido e graduale rispetto alla querela) è l’ammonimento.

L’ammonimento è un procedimento che viene attivato con un’istanza della vittima.

Se i fatti esposti nell’istanza vengono ritenuti fondati, l’Autorità di pubblica sicurezza (Polizia) convoca nei propri uffici (Questura) il molestatore e lo invita a cessare, immediatamente, i comportamenti molesti e persecutori.

All’ammonito, verranno inoltre sospese le licenze per il possesso di armi e munizioni. 

Questo procedimento può (almeno nei casi meno gravi) ben tutelare la vittima, in quanto il molestatore viene avvertito che, nel caso in cui continui con le molestie, verrà denunciato in automatico dalla Polizia per il reato di stalking, andando inoltre incontro ad aggravanti in caso di condanna.

 

Come posso chiedere l’ammonimento?

Per chiedere l’ammonimento, devi rivolgerti alla Polizia, esponendo i fatti e pertanto eventuali prove a sostegno della tua richiesta. 

Ricordati che la richiesta di ammonimento deve essere presentata prima di un’eventuale querela. Mentre nel caso tu abbia già chiesto la misura dell’ammonimento, rimani libero di presentare una successiva querela per stalking.

La decisione sull’emanazione dell’ammonimento a carico del molestatore, spetta al Questore che dovrà:

  • raccogliere tutte le informazioni che ritiene necessarie;
  • valutarle autonomamente;
  • decidere se, e quando, procedere nei confronti del molestatore;
  • inviare un avviso di inizio del procedimento (apertura del fascicolo) al molestatore, se ciò non mette in pericolo la vittima;
  • se il Questore pensa che questo avviso possa mettere in percolo la vittima, può decidere di ammonire – senza alcun preavviso – lo stalker.

Essendo la materia piuttosto delicata, ti consiglio di rivolgerti ad un legale di fiducia che si occupa della materia, che possa aiutarti a scegliere la via sicura ed efficace per proteggerti da condotte di questo tipo.

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